Daydream Nation ♫
Caffè del marinaio!
la droga
da bambina venivo terrorizzata con la storia della droga.
la droga poteva essere ovunque, te la offrivano fuori da scuola, si nascondeva nelle figurine, creava dipendenza e poi ti mangiava il cervello.
sono cresciuta con la campagna antidroga che mi martellava le orecchie.
mi faceva impressione perfino l’insegna “drogheria” del mio paese.
ho deciso di far partire la mia personalissima campagna antidroga, dopo tutto quello che mi sono sorbita da piccina, credo di avere diritto anche io a un po’ di sano proibizionismo.
mi sono impelagata domenica scorsa in una discussione con dei conoscenti, che erano drogati come tacchini.
1) erano sicuramente dipendenti: conoscevano orari, protagonisti e argomenti di ogni programma televisivo di qualsiasi canale, digitale, analogico, terrestre e satellitare.
2) erano sicuramente brave persone e in buonafede, solo rovinate dalla droga.
erano convinti che:
1) negli anni di tangentopoli al governo ci fosse “la sinistra”.
2) sandro pertini era complice delle ruberie e del buco dei conti pubblici
3) rosy bindi sia comunista e pure stronza
4) lo stesso livello di corruzione che si vede nel PDL esista esattamente negli stessi modi e nelle stesse proporzioni nel PD, ma i problemi del PD non si dicono perchè i magistrati sono tutti del PD
5) a l’aquila non ci siano problemi più
6) i magistrati ce l’hanno con berlusconi (in quanto del PD)
7) quelli di sinistra sono snob, non sanno ascoltare e capire i problemi della gente come loro
8) prodi ha rovinato l’italia
9) in italia ci sono più immigrati che italiani
10) quelli di sinistra sono per i musulmani contro i cattolici
il dramma è che non esiste una casa di disintossicazione dalla televisione.
il dramma è che quando ti metti lì e chiedi:
“scusa, ma come mai pensi che durante tangentopoli al governo ci fosse la sinistra? mi sai dire il nome di due ministri di sinistra che erano al governo durante tangentopoli?”
loro non rispondono, alzano la voce e danno a te della snob, ti ripetono che sono tutti uguali, che loro di politica non sono esperti come te che provi a prenderli in castagna ma che non ci cascano, loro così si ricordano, c’era la sinistra al governo e tanto basta.
allora provi a dire “mi elenchi tre difetti di rosy bindi, tre errori politici che può aver commesso?”
(e ti tocca precisare “dire che è brutta non vale come risposta”)
e loro ripetono di nuovo che sono tutti uguali, che loro di politica non sono esperti come te che provi a prenderli in castagna ma che non ci cascano, loro così si ricordano, c’era la sinistra al governo e tanto basta.
e allora gli chiedi: “ma scusa, sai mica dal 1994 ad ora per quanti anni ha governato romano prodi e per quanti ha governato berlusconi?”
e loro ripetono di nuovo che sono tutti uguali, che loro di politica non sono esperti come te che provi a prenderli in castagna ma che non ci cascano, loro così si ricordano, c’era la sinistra al governo e tanto basta.
e capisci che sei davanti a un disco rotto, a un cervello scollegato, incapace di comunicare non solo un’opinione ma neanche un dubbio, ma neanche un tentativo di ascolto.
la televisione ha ripetuto la stessa bugia per vent’anni e adesso è diventata realtà.
la televisione ha mostrato un modo di discutere e di confrontarsi dove non vengono usati contenuti, dove conta solo ripetere una frase, sempre quella, a volume sempre più alto, fino all’annichilimento dell’avversario.
è come un coro di calcio allo stadio, non conta il contenuto, conta fare più rumore della curva di fronte.
e ti trovi senza parole, incredula davanti a tanto nulla, davanti agli effetti devastanti della droga. e ti verrrebbe da dire che sì, in effetti della gggente che ragiona così non me ne importa un bel niente, che sono stufa di lottare anche per loro, violenti estremisti dell’ideologia del niente, del luogo comune, del sentito dire assurto a verità incontrovertibile.
ma non lo dici, solo ti senti presa da un senso di impotenza infinita.
e la cosa peggiore è che chi ti circonda e ti sta a sentire, poi dà di gomito a tuo marito e commenta: “aggressiva eh?”
Luxemburg (rosa) »»la droga(via coqbaroque)
Taken with instagram
The Dude, abiding.
Hero.
(via albameccanica)
Placethatpull: Berlino & Dublino. Da piccola le confondevo, ma questa è un’altra storia. Tu a Berlino ci sei stato 5 volte, io a Dublino 4. Così è successa questa strana cosa: che città a centinaia di chilometri da quelle che chiamiamo ‘case’ sono diventate a modo loro casa. Dublino per me perchè la prima volta che ci ho messo piede, nel 2001, non mi ha fatta sentire come un’estranea. E Berlino per te?
Solodascavare: Berlino è una città piena di colori, di vernice, di ferro, di fabbriche riconvertite, spazi occupati, artisti con i loro atellier, club e locali dove si suona musica dal vivo in ogni momento, Berlino è infinita, è una città in cui si respira la storia recente, quella del muro. A Berlino convivono senza troppi problemi milioni di stranieri, è giovane, è piena di cultura, è quello che vorrei fosse Roma, è una città zeppa di novità ad ogni angolo, piena di luci e di ombre. Berlino è un immenso cantiere in continua trasformazione, un’enorme opera a cielo aperto che non dorme mai. A Berlino mi sono sempre sentito meglio.
numero 5
v: Alexanderplatz - nei mieri ricordi di qualche anno fa era una piazza infinita, vuota, con l’orologio del tempo del mondo e i palazzi sovietici tutti intorno. Appena si usciva dalla stazione della Metro si veniva catapultati in un’altra dimensione. Ci sono tornato due anni fa, la smania di ricostruire ha portato un centro commerciale orrendo che distoglie lo sguardo dal cielo plumbeo.
p: Vicar Street + Christchurch Cathedral - perchè ci ho visto Josh Ritter in concerto. Perchè i concerti irlandesi vanno provati almeno una volta nella propria vita.
numero 4
v: Treptower Park - non ci sono mai andato, una volta ci sono arrivato vicinissimo, ma un nostro amico, senza alcuna ragione, ci dirottò a pochi metri di distanza. Volevo andare a vederci il memoriale ai soldati dell’Armata Rossa. E’ la prima cosa che farò quando tornerò a Berlino.
p: Winding Stairs Bookshop - per fanatici di librerie. Ha ovviamente una scala a chiocciola e si affaccia sul Liffey. Ah, e all’ultimo piano ha anche un caffè. Io qui ci ho comprato il mio primo libro illustrato di Neil Gaiman.
numero 3
v: Kreuzberg - vabbé lo dicono tutti, vabbé lo sanno tutti, è un po’ come dire Trastevere a Roma. Però ricordo di una volta che salimmo a casa di fantomatici amici di amici, fumammo in questo attico col parquet e guardammo la città dall’alto, ci raccontarono del corteo del primo maggio, degli anarchici che staccano le pietre dai marciapiedi e le lanciano alla polizia. Finimmo a mangiare indiano a Prenzlauer Berg, dall’altra parte della città, senza ricordare minimamente come c’eravamo arrivati.
p: Hugh Lane Gallery - è più raccolta dell’IMMA ma non meno bella. Se mi ricordassi la mostra che ci avevo visto, sarebbe anche meglio. Ma pazienza, ce ne sarà una nuova e altrettanto bella, adesso.
numero 2
v: Revaler Str. - C’è un complesso industriale abbandonato, c’è un parco con un sacco di tavolini, ci sono i capannoni occupati riconvertiti a club, c’è tanta musica d’estate e d’inverno, c’è pieno di gente, è uno dei posti più belli e grandi che abbia mai visto. Capitammo una volta per sbaglio alla festa sbagliata, per poco non venni linciato, solo dopo scoprimmo che era una serata “lesbiche che mangiano gli uomini”. Un’altra volta invece in uno dei capannoni avevano organizzato un concerto punk e un contest di skateboard, che per carità, a me delle tavole con le rotelle non è mai fregato nulla, ma il tutto era parecchio suggestivo.
p: Queen of Tarts - a dublino ci sono sempre andata fuori stagione, ovvero quando fa freddo e più che in giro per i giardini stai in giro per pub. queen of tarts, però, non è un pub. è il regno indiscusso dei dolci: dalla carrot cake (la mia preferita) ai muffin passando per i pancakes e ogni altro bendidio zuccheroso. loro ce l’hanno
numero 1
v: Oranienburgerstrasse - E’ una via lunghissima, non distante da Hackescher Markt, una zona piena di locali all’aperto, piena di musica che finisce nel mio mondo dei ricordi al Tacheles, il posto che più mi ricorda Berlino, un immenso palazzo pieno di atelier, con un bar senza una parete (tra la sala e il vuoto c’è una ringhiera) e un cinema all’ultimo piano, un giardino enorme e al piano terra lo Zapata Cafè, un locale pieno di sculture in ferro. Girando per Oranieburgerstrasse si trovano decine di posti belli, ma questo a Berlino vale un po’ per tutti i quartieri, basta solo imbroccare la dritta giusta.
p: Cobalt Cafè - per fortuna non tutti i caffè di dublino sono starbucks, anzi. questo, per esempio, aveva di speciale che era nascosto lontano dalle vie turistiche del centro, che a dicembre era riscaldato da un caminetto e che nessuno osava suggerirti che no, non ci puoi stare seduto due ore di fila su quel comodissimo divano.
uno “speaker’s corner” dove chiunque ha a cuore la Costituzione Italiana, la libertà di stampa, il diritto di espressione su web e la lotta alla mafia, al malaffare e alla criminalità ostacolate dalle limitazioni alle investigazioni dei magistrati può esprimere il proprio pensiero…
Programma:
18.00-18.30 Allestimento spazio
18.30-18.45 Gli organizzatori ci racconteranno “perchè?”
18.45-19.30 Eventuali ospiti esperti avranno la parola
19.30-21.30 Speaker’s corner - Confronto tra i partecipanti su cosa rappresenta questa legge per i cittadini
Sarà possibile scrivere il proprio breve pensiero sulla legge bavaglio su un quaderno che al termine della manifestazione sarà inviato al Parlamento.




